Editoriale: We can’t breathe. Perché scendere in piazza è necessario come respirare

Editoriale: We can’t breathe. Perché scendere in piazza è necessario come respirare

Ma chi vince o chi perde è una questione di pelle/O di razza, cultura: è una fregatura!/Perché un vecchio gioco e nostalgia,/è il manganello della polizia…!” cantava Isola Posse All Star circa trent’anni fa. E’ triste constatare quanto poco o nulla sia cambiato, quanto la “questione di pelle” sia all’ordine del giorno, quanto il razzismo sistemico ed istituzionale sia dolorosamente reale e non sia certamente un fenomeno relativo ai soli Stati Uniti d’America.

La violenza razzista e autoritaria, l’indifferenza per la vita umana dimostrata dalle numerose uccisioni perpetrate impunemente o quasi dalle forze di polizia, l’ingiustizia sistematica in cui sono costretti a vivere donne e uomini di pelle nera sono un oltraggio ai valori in cui crediamo ed una ferita ai diritti per cui ci battiamo. Sono un crimine contro l’umanità e contro la democrazia.

Chiediamo azioni concrete e soluzioni radicali e sostenibili per affrontare il razzismo e gli abusi di potere, per garantire nel nostro Paese (come negli USA e in tutti i paesi del mondo) uguaglianza e rispetto delle vite delle persone di pelle nera. Perché le vite delle persone di pelle nera valgono!

Perché senza cambiamento, senza consapevolezza, senza uguaglianza, senza giustizia non ci sarà pace, non ci sarà futuro.

Per questo Terzo Millennio Laboratorio di Umana Solidarietà parteciperà, insieme alla Rete 25A di cui facciamo parte ed alle tante realtà antirazziste e antifasciste del territorio a partire da Anpi, al presidio “Black lives matter” che si svolgerà domani (giovedì 11 giugno 2020) a Lecce, come già successo in decine di città italiane e praticamente ovunque nel mondo.

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